Domande e Risposte per i Pazienti

"Non è possibile "curare"
una patologia tridimensionale
con metodiche bidimensionali.
Sergio Capurro

CHE COSA SONO LE VENE VARICOSE E LE TELEANGECTASIE CAPILLARI?

Le vene varicose e le teleangectasie visibili sono vasi superficiali abnormemente dilatati. Esse rappresentano la quantità di sangue che “scappa” dal circolo profondo a causa dell'insufficienza delle vene perforanti.

CHE COSA SONO LE VENE PERFORANTI?

Le vene perforanti sono i vasi che mettono in comunicazione il circolo superficiale con il circolo venoso profondo. Attraverso le vene perforanti il sangue dei vasi superficiali è aspirato nelle vene profonde.

QUALE E' LA CAUSA DELL'INCONTINENZA VALVOLARE DELLE VENE PERFORANTI?

La causa principale dell'incontinenza valvolare delle perforanti è la debolezza congenita della parete dei vasi (meiopragia), che si manifesta per l’età, gli ormoni, la postura, le abitudini, l’obesità, ecc...

Quando il paziente corre o cammina l’elevata pressione emodinamica, che spinge il sangue dal piede all’atrio destro, provoca la dilatazione delle vene perforanti meiopragiche e le valvole diventano incontinenti.

PERCHÉ SI FORMANO LE VENE VARICOSE E LE TELEANGECTASIE?

Quando le vene perforanti diventano incontinenti un’elevata pressione emodinamica  (fino a 300 mm di mercurio nella gamba) si riversa nel circolo superficiale e lo dilata.

PERCHÉ A VOLTE SONO PRESENTI SOLO VENE VARICOSE E A VOLTE COESISTONO VENE VARICOSE E TELEANGECTASIE CAPILLARI?

La meiopragia o debolezza della parete dei vasi coinvolge tutto il circolo superficiale e perforante ma con espressività diversa. Se una vena superficiale, sottoposta alla pressione anomala che deriva dall’insufficienza valvolare di una perforante, ha una parete molto debole, si dilaterà fino a raggiungere un equilibrio pressorio. Se al contrario la parete, pur dilatandosi, ha una certa tenuta alla pressione, si formeranno facilmente anche teleangectasie. Se la parete delle vene non tende a dilatarsi si formeranno prevalentemente teleangectasie. Teleangectasie fini (matting) si possono formare dopo ablazione ed obliterazione delle vene (valvola di sfogo dell'ipertensione emodinamica). Le teleangectasie si formano più facilmente nei pazienti con fragilità capillare (alta espressività della meiopragia nei vasi capillari).

POSSO "CURARE" LE MIE VENE VARICOSE?

Oggi con la fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.) è possibile curare le vene degli arti inferiori
Le vene varicose del circolo superficiale rappresentano solo l’effetto della patologia; la causa della patologia è nelle vene perforanti insufficienti e nella meiopragia di questo circolo. La fleboterapia cura il circolo perforante rinforzando la parete di questi vasi e riducendone il diametro. La riduzione del diametro rende continenti queste vene e normalizza la pressione emodinamica sul circolo superficiale. Se si obliterano od asportano le vene superficiali senza curare la causa della patologia, si elimina la valvola di sfogo dell’insufficienza valvolare delle vene perforanti. Se si obliterano od asportano i vasi superficiali, senza aver curato i vasi sottostanti, la pressione anomala sull’area rimane invariata e riaprirà le vene obliterate o ne farà insorgere di nuove.
L'obliterazione e l'ablazione, se necessaria, deve seguire il trattamento fleboterapico.

QUALI SONO I PAZIENTI PIÚ DIFFICILMENTE CURABILI?

I pazienti con evidenti vene reticolari sono i più facili da trattare e da riportare ad una condizione estetica. I pazienti più difficili da trattare sono quelli in cui la meiopragia si estende anche alla rete capillare, sono i pazienti in cui si vede, al transilluminatore, un reticolo fitto di piccoli vasi, venule e teleangectasie. In questi  pazienti con estrema fragilità capillare, per fortuna rari, non si può garantire un risultato estetico, perché è sufficiente la pressione di iniezione per causare la dilatazione dei capillari dell'area.
In conclusione più sono presenti vene reticolari evidenti più il trattamento è facile e si ottiene il risultato desiderato.

COSA SI INTENDE PER "RISULTATO DESIDERATO"?

Ottenere il risultato desiderato significa ottenere la scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili in assenza di iperpigmentazioni post-scleroterapiche permanenti e di altre complicanze. Esistono tre gradi di risultato: non visibilità dei vasi a distanza di 1.5 m, a distanza di 1/2 m e con la lente di ingrandimento. Per il motivo sopra esposto non tutti i pazienti sono in grado di raggiungere facilmente il terzo grado di risultato.

COME SI "CURANO" LE VENE VARICOSE?

Le vene varicose si curano non obliterando od asportando le vene che si vedono, ma rigenerando le pareti delle vene perforanti che non si vedono. Una soluzione rigenerativa è iniettata ordinatamente in tutti i vasi visibili ad occhio nudo o con la transilluminazione e spinto nelle vene perforanti che si rinforzano, si restringono e ripristinano la loro continenza. Non appena il circolo superficiale non è più sottoposto alla pressione emodinamica anomala determinata dall’insufficienza valvolare delle perforanti, anche le vene varicose superficiali riducono le loro dimensioni e spariscono alla vista. La fleboterapia rigenerativa tridimensionale rispetta l’anatomia e la fisiologia del circolo, nello stesso tempo, pur utilizzando una soluzione molto ben tollerata e molto poco irritante, consente di ottenere un risultato funzionale ed estetico. L'efficacia della fleboterapia rigenerativa tridimensionale non si basa sulla concentrazione della soluzione, come la scleroterapia tradizionale, ma sulla quantità della soluzione iniettata.

PERCHÉ SI INIETTANO TUTTI I VASI VISIBILI AD OCCHIO NUDO E CON LA TRANSILLUMINAZIONE?

Le metodiche tradizionali non possono agire su tutto il circolo superficiale e perforante, perché non è possibile obliterare od asportare tutti i vasi; al contrario è possibile rinforzare la loro parete e farla restringere se è dilatata. Quando una vena perforante è incontinente prima o dopo si manifesta visivamente in superficie, perché provoca la dilatazione dei vasi superficiali ad essa collegati. La dilatazione può essere visibile ad occhio nudo e dare luogo ad una varice, può essere visibile solo con la transilluminazione, oppure può manifestarsi come una minuscola teleangectasia. Se consideriamo che la patologia venosa è dovuta alla meiopragia del circolo perforante, l’iniezione di tutti i vasi  (sono le nostre "porte") è vantaggiosa perché curando la più vasta area possibile di superficie endoteliale si riduce al minimo l’aspetto evolutivo che fa dire a tutte le scuole flebologiche  “the disorder cannot be permanently cured”. Al contrario delle altre metodiche la fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.), essendo in grado di curare tutto il circolo perforante (che prima o dopo si manifesta in superficie) consente di ottenere un risultato permanente nel tempo.

DEVO TRATTARE CON LA FLEBOTERAPIA RIGENERATIVA ENTRAMBI GLI ARTI INFERIORI?

Poiché  la patologia è determinata dalla meiopragia della parete delle vene è conveniente curare entrambi gli arti inferiori, anche perché la fleboterapia rigenerativa è preventiva.
Non è conveniente per motivi emodinamici  trattare contemporaneamente  i due arti. È preferibile completare un arto e, successivamente, trattare il controlaterale. Questa procedura consente inoltre al paziente di verificare l'efficacia  della metodica, confrontando l'arto trattato con il controlaterale non trattato.

SOFFRO DI VENE VARICOSE, É POSSIBILE PREVENIRE L'INSORGENZA DI QUESTA PATOLOGIA IN MIA FIGLIA?

Non solo è possibile ma è consigliabile prevenire l'insorgenza della malattia varicosa rigenerando il circolo perforante meiopragico, con l'aiuto della transilluminazione che riesce ad evidenziare i vasi dilatati non visibili ad occhio nudo. La transilluminazione è in grado di far vedere i vasi ectasici ancora non visibili ad occhio nudo ma di futura insorgenza.
La prevenzione della patologia venosa degli arti inferiori nei soggetti predisposti è uno degli  obiettivi della T.R.A.P.

COS’E’ L'ULCERA VENOSA?

Un'insufficienza valvolare grave ed inveterata può provocare una alterazione del trofismo tessutale e dare luogo ad un ulcera cutanea. La terapia dell’ulcera  venosa deve essere vascolare e plastica. Oggi la T.R.A.P. consente di prevenire l’insorgenza di questo grave ed invalidante disturbo e può rappresentare un trattamento preventivo razionale.

Metodi di trattamento

E' UTILE L'ESAME CON L'ECO COLOR DOPPLER NELLA T.R.A.P.?

L’esame eco color doppler venoso non è un esame abituale per il trattamento fleboterapico rigenerativo. Chi esegue la T.R.A.P. impara a “vedere” la patologia a livello cutaneo ed ha uno strumento diagnostico più semplice dell’eco color doppler, questo strumento è la siringa. Il grado di insufficienza venosa in una determinata area si riconosce dalla pressione che l’operatore avverte sullo stantuffo. Maggiore è la debolezza parietale ed il diametro dei vasi, minore è la pressione sullo stantuffo quando si inietta la soluzione rigenerativa. Più resistenza c’è sullo stantuffo più il circolo è continente.
La scarsa utilità dell’eco color doppler deriva dal fatto che, pur essendo in grado di visualizzare le grandi vene, le safene e le perforanti maggiori, il doppler non è in grado di visualizzare le piccole e numerose perforanti che rappresentano, anche volumetricamente, la vera e "nascosta" causa della patologia. È necessario infine tenere presente che l’insufficienza valvolare delle vene perforanti si manifesta quando il paziente corre o cammina, non quando sta fermo. L’eco color doppler vede i vasi di maggiore dimensione che costituiscono la punta dell’iceberg e non la causa principale della patologia che deve essere individuata nelle 100 e più piccole perforanti, non visibili con il doppler. La fiducia nell’uso di questo strumento per diagnosticare una patologia che non è in grado di vedere, ha creato notevole confusione anche tra gli addetti ai lavori.
L’eco color doppler è comunque utile in tutti i casi complessi, nel caso di interventi chirurgici, di trombosi, per motivi medico-legali o di ricerca.

COS'E’ LA SCLEROTERAPIA?

La scleroterapia è il trattamento delle vene varicose tramite l’iniezione nel loro interno di piccole quantità di una sostanza chimica che ne causa la distruzione e l'obliterazione. La scleroterapia non è curativa perché interviene quasi esclusivamente sull'effetto e non sulla causa della patologia La scleroterapia non è in grado di dare risultati permanenti perché non può agire su tutto il circolo perforante, contrastando in questo modo la meiopragia delle pareti delle vene. Non è possibile infatti obliterare tutto il circolo perforante che, ricordiamo, rappresenta la via per cui il sangue, dai vasi superficiali è aspirato nei vasi profondi e da qui pompato in direzione dell'atrio destro. L'obliterazione delle vene e dei capillari ectasici superficiali impedisce, seppur temporaneamente, l’utilizzo di questi vasi come "porte" per la "rigenerazione" delle vene sottostanti. La scleroterapia, al contrario della fleboterapia, anche eseguita correttamente, può produrre effetti collaterali (recidive, pigmentazioni, matting, edema, dolore , ecc).

E LA FLEBECTOMIA?

L’unica ragione per effettuare una flebectomia era l’assenza di pigmentazioni. E’ evidente che la nascita di una metodica che non residua pigmentazioni ed è in grado di curare la causa della patologia rende la flebectomia di seconda scelta. La flebectomia, può essere utilizzata, a nostro parere, nei tratti varicosi residui non reattivi alla fleboterapia.
Questa è una evenienza molto rara perché la T.R.A.P. riesce quasi sempre a far sparire alla vista tutti i vasi.

LASER O RADIOFREQUENZA PER CHIUDERE LE VENE ?

L'indirizzo terapeutico generale ci spinge a ricercare interventi sempre più efficaci e meno aggressivi. Nella chirurgia generale e nell'ortopedia, ad esempio, l'uso dell'endoscopia ha consentito di ridurre i tagli cutanei  e l'aggressività dell'intervento. Nel face lifting la sutura elasticum® realizza un intervento senza scollamento e senza medicazioni visibili. Anche nella flebologia è necessario per noi un approccio meno aggressivo e rispettoso dell'anatomia funzionale del circolo venoso. Il laser e la radiofrequenza sono metodiche obliterative aggressive e dovrebbero essere utilizzate comunque dopo la T.R.A.P..

perché la grande safena in se non è responsabile della patologia venosa?

Chi conosce la letteratura flebologica sa che pazienti nati senza valvole nella safena, quindi con safene incontinenti, non hanno sviluppato varici. Al contrario pazienti con valvole continenti anche nella vena femorale, hanno sviluppato una grave sintomatologia venosa. La pressione alla caviglia di una safena continente , circa 80 mm di mercurio, è uguale alla pressione di una safena con valvole incontinenti. La safena in sé non è quindi responsabile dell'insorgenza di varici, sono piuttosto i vasi incontinenti ad essa collegati che possono aggravare una già compromessa situazione flebologica derivata dall'incontinenza di perforanti di gamba.

NELLA MALATTIA VARICOSA É IMPORTANTE LA DIMENSIONE DEI VASI?

No, non sono importanti le dimensioni dei vasi, determinate prevalentemente dalla debolezza intrinseca della loro parete, ma è importante la pressione nei vasi. Questo sposta l’attenzione sulle perforanti di gamba dove la contrazione dei muscoli gastrocnemi sviluppa la pressione più elevata, fino a 300 mm di mercurio!

PERCHÉ SONO IMPORTANTI LE CALZE ELASTICHE ED IL BENDAGGIO DURANTE LA T.R.A.P.?

La rigenerazione del circolo perforante è aiutata dalle calze elastiche e dal bendaggio con bende autoadesive (senza collante). Le calze dovranno essere indossate durante la fleboterapia rigenerativa e, per alcune settimane dopo, la fine del trattamento. Il bendaggio deve essere tenuto per 2- 6 giorni in relazione alla gravità della patologia.

NON SI DEVE MAI USARE LA SCLEROTERAPIA?

La scleroterapia, come la fleboterapia, è solo uno strumento che il medico usa quando è necessario. La scleroterapia è utile in alcune formazioni vascolari congenite e per obliterare i vasi residui, se presenti dopo la rigenerazione. Questa è un'evenienza rara perché la T.R.A.P. riesce quasi sempre a far sparire alla vista tutti i vasi. La scleroterapia obliterativa si può utilizzare quando persiste una porzione di varice superficiale. Questo può avvenire quando il vaso ectasico residuo ha una parete troppo sottile e sclerotica per essere sensibile all'azione della soluzione rigenerativa. Per aumentare l'efficacia della soluzione, si può aumentare il tempo di persistenza del paziente immobile sul lettino.
Anche i matting sono obliterati iniettando una soluzione obliterativa, noi utilizziamo il salicilato di sodio al 10 %. Una scleroterapia obliterativa delle teleangectasie degli arti può essere giustificata, ad esempio dalla fretta del paziente e su vasi molto piccoli naturalmente informando questo ultimo che si esegue un trattamento palliativo e non curativo.

PERCHÉ NELLE PUBBLICAZIONI, NEI CORSI E NEI CONGRESSI NON SI RIESCONO MAI A VEDERE I RISULTATI DEL PRIMA E DOPO TRATTAMENTO?

Nei trattamenti dell'insufficienza venosa è incredibile come non si riescano quasi mai a vedere i risultati ottenuti dalle varie metodiche proposte, che sono l'unica dimostrazione, insieme alla persistenza del risultato, dell'efficacia della metodica utilizzata! Perché parliamo di unica  dimostrazione? Perché l'insufficienza della safena ha scarsa rilevanza. Molti nascono senza le valvole e non sviluppano vene varicose. Il doppler non riesce a vedere le piccole perforanti insufficienti, vera causa della patologia. Per questo motivo pazienti con vasi e teleangectasie capillari molto visibili possono per il doppler essere perfettamente "sani"!. Noi al contrario pensiamo che, salvo casi particolari, anche una piccola teleangectasia capillare è causata da una insufficienza valvolare, insufficienza che oggi può facilmente essere corretta.

Domande per i pazienti

Ci sono controindicazioni per la fleboterapia in gravidanza?

La fleboterapia come la scleroterapia è controindicata in gravidanza. Ci sono controindicazioni per una gravidanza in una donna che ha subito la fleboterapia?
Non c’è nessuna controindicazione alla gravidanza nei pazienti che hanno subito la fleboterapia.Riteniamo che la fleboterapia possa prevenire l’insorgenza delle vene varicose se effettuata prima della gravidanza.

La fleboterapia può essere effettuata dopo la gravidanza?

E’ necessario ricordare che la fleboterapia utilizzando il salicilato di sodio non può essere somministrato durante l’allattamento perché passa nel latte materno.

C'è un età preferibile per la fleboterapia?

I pazienti che hanno una predisposizione all’insufficienza venosa è preferibile che si sottopongano alla fleboterapia prima possible, per prevenire l’insorgenza delle vene varicose. Ricordiamoci che è sempre meglio prevenire che curare.

Le vene trattate con la fleboterapia riacquistano le loro funzioni, ad esempio la loro elasticità è reintegrata?

La fleboterapia non rovina le fibre elastiche della parete dei vasi che si mantiene elastica. Le fibre elastiche si adattano al diminuito diametro del vaso (in caso contrario non sarebbero più fibre elastiche).

La fleboterapia è altrettanto utilizzabile nelle vene dilatate delle braccia e delle mani come lo è nei piedi e nelle caviglie?

La fleboterapia è in grado di rinforzare e restringere le vene delle mani e delle avambraccia. Essa limita l’eccessiva dilatazione delle vene che si manifesta con l’esposizione al calore. Nelle mani la visibilità delle vene è condizionata anche dai tessuti sottocutanei. Se questi sono scarsi è necessario aumentare il tessuto sottocutaneo. Noi utilizziamo a tale scopo l’Adipofilling. Questo recente intervento che abbiamo ideato consente di ringiovanire in maniera permanente l’aspetto delle mani. Chiedo questo perché sono molto intenzionata a sottopormi alla fleboterapia per i miei piedi ma sono indecisa per le mani.

Si può stabilire il numero di sedute necessarie al trattamento sulla base di fotograzie ad alta definizione?

Si, se le vene sono molto evidenti sono necessari 3 trattamenti per regione quindi 18 trattamenti per i due arti. I trattamenti possono diventare la metà se si inietta il doppio di soluzione (40 ml).
La metodica è estremamente efficace e risolve i casi normali in poche sedute. I casi in cui è più difficile ottenere un completo risultato estetico sono i casi in cui ci sono capillari ectasici finissimi, non visibili neppure con la lente e nel caso di varici molto sclerotiche. Nei pazienti molto magri, la scarsità del tessuto sottocutaneo rende difficoltosa la sparizione alla vista delle vene di alcune regioni dell'arto inferiore.

Ci sono stati eventi avversi dopo la fleboterapia?

No, non c'è stato alcun evento avverso imprevisto e nessuna complicanza. Tutti i pazienti devono seguire le prescrizioni del medico e assumere con regolarità l'Angiovein (una capsula al giorno, due durante i viaggi).L'Angiovein contiene 5 vasoattivi, 5 antinfiammatori e 4 componenti che agiscono in 4 punti diversi della cascata piastrinica, oltre ai più potenti antiradicali liberi e trofici dei vasi.

Sergio Capurro

CRP Internet Publications

English version

15th World Congress Rio, 2005

Three-dimensional Regenerative Phlebotherapy

三维再生显微静脉疗法
静脉疗法
静脉曲张和蜘蛛状静脉新疗法

Fleboterapia tridimensional Regenerativa

Dreidimensionale Regenerative Phlebotherapie

Phlébothérapie Régénératrice Tridimensionnelle