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Concetti generali in flebologia Domande e risposte per il paziente Domande e risposte per il flebologo Perché è nata la fleboterapia rigenerativa (T.R.A.P.) Confronto con la scleroterapia |
Dalla Scleroterapia alla Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale (T.R.A.P.)
"La nascita della fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.)
comporta la revisione della maggior parte dei concetti che guidano gli
attuali procedimenti terapeutici flebologici. Questi concetti partono da
presupposti irrazionali, non fisiologici e non rispettano l'integrità
anatomo-funzionale del circolo venoso degli arti inferiori. Anche l'aspetto
preventivo è oggi sottostimato. Come chirurgo plastico ricostruttivo
probabilmente è stato più facile per me comprendere come sia meglio "curare"
le vene, piuttosto che obliterarle od asportarle. Ad ogni modo questi nuovi
concetti si sono sviluppati lentamente, in numerosi anni di studio e di
sperimentazione. La T.R.A.P. in pratica è nata dalla consapevolezza
degli insuccessi o successi parziali e temporanei delle terapie
tradizionali, da me eseguite. Non mi stupisco che vi siano ancora oggi, in
alcuni gruppi flebologici italiani ed esteri, forti resistenze alla
comprensione di questa metodica che richiede comunque la distruzione di idee
ben radicate . Sono però contento dei continui attestati di stima e dal
fortissimo interesse che la fleboterapia sta suscitando in numerosi gruppi
flebologici, non solo in Italia, ma anche in Francia , Germania e Stati
Uniti. Anche molti medici estetici si stanno interessando fattivamente a
questa metodica che non richiede apparecchiature costose, e neppure una
grande "cultura"flebologica (anche perché troppo ricca di concetti
superati). Confido che la nostra ricerca possa aprire un nuovo indirizzo nel
trattamento dell'insufficienza venosa, una delle patologie più diffuse sul
pianeta e sono convinto che i risultati che si ottengono con la fleboterapia
rigenerativa tridimensionale possano ridare fiducia ai pazienti delusi dalle
tecniche terapeutiche tradizionali. TEL: 010 594921 "Prevenire la formazione delle varici e DALLA SCLEROTERAPIA ALLA FLEBOTERAPIA RIGENERATIVAPerché è nata la fleboloterapia rigenerativa ambulatoriale tridimensionale (T.R.A.P.)?Per la difficoltà ad ottenere buoni risultati con la scleroterapia, l'ablazione chirurgica e le altre metodiche chirurgiche. Le complicanze delle terapie tradizionali, iperpigmentazioni e pseudo-recidive, contribuiscono ad allontanare i paziente dal sottoporsi a questi trattamenti. Perché pseudo-recidive?Perché la recidiva è già implicita nella metodica di trattamento. Perché la scleroterapia è poco efficace e i suoi risultati limitati nel tempo?Perché è obliterativa e tratta l'effetto della patologia e non la causa. Anche la safenectomia, le flebectomie, l'obliterazione RF e laser, trattano prevalentemente l'effetto e non la causa della patologia. Perché, salvo in caso di tromboflebite, non usiamo l' Eco Color Doppler per la diagnosi, né siamo interessati a verificare i nostri risultati con questo strumento?Perchè l'ECD non è in grado di evidenziare i vasi patologici che ci interessano e che, per lo più, manifestano la loro insufficienza solo quando il paziente corre o cammina. Perché l'insufficienza valvolare della grande safena "in se" non è responsabile delle vene varicose?La più grande vena superficiale ha la stessa pressione alla caviglia, sia che abbia le valvole continenti, sia che le sue valvole non siano continenti. Chi conosce la letteratura flebologica sa di individui nati con safene avalvolate, che non hanno sviluppato alcuna varice, mentre altri che possedevano valvole continenti, anche nella vena femorale, hanno sviluppato varici. Per la Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale non sono importanti le dimensioni dei vasi, ma la loro pressione, quindi non ci intereressa la safena in se, ma le perforanti collegate ad essa. Le dimensioni dei vasi sono in relazione alla debolezza della loro parete Come possono essere considerati i vasi dilatati che si vedono sulla superficie degli arti inferiori dei pazienti?Le vene ectasiche visibili ad occhio nudo o con la transilluminazione e le teleangectasie sono l'espressione della quantità di sangue che scappa dal circolo profondo, tramite le vene perforanti, sotto la spinta emodinamica della deambulazione e della contrazione muscolare. Le vene inestetiche che noi vediamo rappresentano in pratica la valvola di sfogo dell'insufficienza delle vene perforanti sottostanti. E' evidente che obliterare od asportare la valvola di sfogo dell'ipertensione emodinamica, senza correggere l'insufficienza valvolare sottostante è un procedimento irrazionale. Perché le vene del circolo perforante diventano insufficienti?Le vene perforanti (circa 150 nell'arto inferiore) per una meiopragia congenita (debolezza congenita d'organo), che si manifesta per una serie di fattori (età, gravidanza, ormoni, postura, obesità, ecc.) si dilatano sotto la spinta emodinamica determinata dalla deambulazione e dalla conseguente contrazione muscolare. Quando la parete venosa costituzionalmente debole si dilata a tal punto che le valvole non tengono più, una pressione anomala (fino a 300 mm di mercurio), si riversa sul circolo superficiale dilatandolo. La dilatazione dai vasi dell'area sottoposta alla pressione anomala inizia dai vasi con la parete meno resistente. La meiopragia colpisce tutto il sistema venoso superficiale e perforante. Naturalmente non è pensabile obliterare od asportare tutte le vene perforanti. Queste al contrario si possono "rigenerare". La "rigenerazione" del circolo superficiale e perforante ci ha permesso di ottenere un risultato estetico e funzionale in tutti i casi arrivati alla nostra osservazione. La fleboterapia rigenerativa tridimensionale intervenendo su tutto il circolo superficiale e perforante blocca gli aspetti evolutivi della malattia varicosa e ne previene l'insorgenza. Naturalmente per una piena comprensione della metodica è necessario abbandonare i preconcetti e, come prima cosa, rendersi conto che i risultati della scleroterapia e degli interventi chirurgici sono imprevedibili quanto modesti. Sono passati tanti anni, quasi 90, dalla nascita della scleroterapia, ma i concetti che dominano la flebologia mondiale sono sempre gli stessi! Non è forse l'ora di sostituirli? Solo mettendo in discussione questi concetti errati, si può iniziare a comprendere come funziona il circolo venoso degli arti inferiori. Si può comprendere quanto sia sbagliato aggredire il circolo venoso con tecniche ablative ed obliterative che alterano la struttura anatomo-funzionale della circolazione venosa dell'arto. Oggi il circolo venoso degli arti inferiori deve essere "curato" rispettando la sua anatomia funzionale. Così facendo si minimizzano gli effetti collaterali, si ripristina la corretta capacitanza e continenza si mantiene la "compliance" e le vene e le teleangectasie spariscono alla vista, insieme alla sensazione di gambe pesanti, residuando un arto inferiore senza vene e teleangectasie visibili ad occhio nudo.
Istologia della rigenerazione. Prima e dopo l'iniezione della soluzione rigenerativa. La parete del vaso, prima alterata e con infiltrato infiammatorio appare ,dopo l'iniezione rigenerativa, di spessore regolare, senza infiltrato infiammatorio. L'endotelio ha riacquistato la continuità. La soluzione ha reso la parete del vaso di spessore uniforme, riducendone il lume e consolidando la sua struttura connettivale (senza lesioni delle fibre elastiche, il circolo venoso mantiene in questo modo la corretta compliance). Tutti questi effetti di fibrosi non obliterativa sono sintetizzati con il nome di "rigenerazione". Rigenerazione significa: ripristino anatomico e funzionale di un organo o un tessuto leso. La "rigenerazione" del circolo superficiale e perforante costituisce la prima vera cura dell'insufficienza venosa. (La caratteristica istopatologica di evidente stato infiammatorio con infiltrato della parete del vaso venulare ectasico, sembra coerente alla teoria eziopatogenica recentemente pubblicata dal “New England Journal of Medicine”.Gli autori sostengono l’esistenza di una stretta relazione tra i cambiamenti di pressione e le caratteristiche geometriche e dinamiche del flusso del sangue come causa di induzione di molecole infiammatorie, in primo luogo ICAM-1, sulla parete endoteliale delle vene e delle venule. Gli autori enfatizzano il ruolo dello “stress cesoia” di un flusso laminare di sangue tangenziale al glicocalice ed alla parete delle cellule endoteliali per conservare le loro caratteristiche fisiologiche, sia anatomiche che funzionali. Propongono anche un modello dinamico di flusso lineare con gradiente di velocità e pressione che assicura l’integrità anatomo-funzionale delle valvole venose quando è strettamente associato con un flusso vorticoso limitato e periferico confinato nello spazio geometrico all’interno della cavità delle valvole medesime. Così l’interpretazione etiopatogenetica di tale rassegna supporta il proposito di effettuare una terapia non chirurgica per l'insufficienza venosa che cerca di normalizzare le caratteristiche dei vasi venosi dilatati. I preparati istologici, sembrano confermare la scomparsa dialterazioni infiammatorie degenerative della parete vasale, dopo aver effettuato la fleboterapia tridimensionale, che ristabilisce le caratteristiche geometriche delle vene dilatate favorendo un flusso di sangue fisiologico.)
Nell'arto inferiore di destra è stata effettuata da una settimana la seconda seduta di fleboterapia rigenerativa tridimensionale, che consiste nell'iniettare la soluzione rigenerativa in tutti i vasi visibili ad occhio nudo e con la transilluminazione. Si inizia dalle vene del piede (corona flebectasica) e si termina alla base della coscia, dalla maggiore alla minore pressione emodinamica. L'arto inferiore è diviso in tre regioni. Si inizia dalla regione mediale, nella seduta successiva si inietta la regione posteriore e nella terza seduta quella laterale. Nella quarta seduta si ritorna ad iniettare la regione mediale, e così via fino alla scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili. Si tratta prima un arto e poi il controlaterale. Il risultato è visibile immediatamente ed immediati sono i benefici della migliorata funzionalità. Si iniettano normalmente da 15 ml a 30ml di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato al 6% per seduta, in relazione alla gravità della patologia. |
Three-dimensional Regenerative Phlebotherapy Fleboterapia tridimensional Regenerativa |